Viaggiare con bambini piccoli: la sopravvivenza è possibile
di Redazione Waivo
Diventare genitori non significa rinunciare a viaggiare. Significa riprogrammare il modo di farlo. Bambini sereni in viaggio non sono una questione di fortuna: sono il risultato di scelte precise.
L'età che spaventa di più
Tra i 12 mesi e i 3 anni è la fascia più impegnativa: camminano ma non camminano abbastanza, hanno bisogno di routine ma sono curiosi. Sotto i 12 mesi è sorprendentemente facile, dai 4 anni in su iniziano ad apprezzare.
Il volo: come sopravvivere
Volo notturno se possibile, posto al finestrino per il bambino, bisbocce o ciuccio in decollo e atterraggio (riducono il dolore alle orecchie). Tablet caricato di cartoni, snack abbondanti, vestiti di ricambio nel bagaglio a mano.
Jet lag dei bambini
I bambini si adattano più velocemente degli adulti, ma servono i primi due giorni: tantissima luce, pasti regolari, niente schermi la sera. Il terzo giorno sono già quasi a regime.
Alloggio: priorità assolute
Una cucina, anche minima, cambia tutto. Poter scaldare la cena alle 18 senza dipendere da ristoranti rumorosi salva la salute mentale dei genitori. Privilegia appartamenti su hotel quando viaggi più di 4 notti.
Le tre regole d'oro
Mai più di una visita guidata al giorno. Sempre un parco giochi nella pianificazione quotidiana. Mai sottovalutare il pisolino: un bambino che salta la nanna distrugge una serata.